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La casa stregata


2 marzo 2013

Piccoli momenti speciali

Ho fatto il budino al cioccolato, con scaglie di cocco,col mestolo l'ho versato nelle formine colorate e l'ho lasciato a freddare sul tavolo della cucina.Nel frattempo mi sono vestita (devo passare dl medico per mia suocera) e ora spolverizzo i budini con altre scaglie di cocco, poi li copro con la pellicola e li metto nel frigo.
Un momento semplice, che voglio raccontare, ricordare, fermare nella memoria proprio per la sua semplicità, per il profumo di cioccolato che invade la cucina, per i gesti veloci e abituali. Un momento che, nella sua infinita banalità, diventa speciale, diventa mio.
Non so perchè io dia tanta importanza a questi frangenti, forse perchè sono cresciuta in una casa in cui si faceva tutto di fretta, una casa senza rituali... noi, invece, ne abbiamo già tantissimi: il budino al cocco, il buongiorno del mattino... come un tessuto solido su cui far rimbalzare le nostre esistenze.
Una sensazione nuova, e così bella e fresca... forse è solo per questo, che momenti così diventano tanto magici!




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27 febbraio 2013

Strappi di verde

Oggi, andando a lavoro, camminavo sul ciglio della strada. Alla mia destra, erbacce e sterpi,com'è normale trovare in un terreno senza costruzioni.
E per un momento mi sono chiesta cosa vedesse tutta l'altra gente intorno a me. Mi sono chiesta - ma senza la curiosità di scoprirlo, ovviamente! - come sia camminare su quella stessa strada e non vedere nulla... qualcosa che non ho mai provato, io che da sempre vedo in ogni strappo di verde la vita, quel senso d'immenso e pienezza, come respirare una boccata d'aria pulita!




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26 febbraio 2013

La gioia della banalità

 Ieri, dopo tre mesi, sono tornata a trovare Luciana e Alessia al negozio... non ci andavo da prima che iniziassero questi mesi di assurda follia, da prima che venisse giù il mondo.
E, a dirla tutta, non avevo tanta voglia di andarci: dovevo per forza, perchè mi serviva del materiale per lavoro, ma non me la sentivo proprio di andare lì, chiacchierare. Comuqnue sia, mi sono fatta accompagnare da Gianni ieri sera, quando è andato a trovare mia suocera.
E poi, una volta lì, tutto è cambiato: non mi ero resa conto di quanto mi mancasse un momento così, di chiacchiere inutili, battute stupide. Un momento fra ragazze, insomma. Sono rimasta più di un'ora a non fare e non dire praticamente niente, e sentivo che mi stavo rigenerando, che mi stava venendo dentro un po' di banalissima allegria. E poi loro hanno questa cosa di voler apparire sempre gioiose, pimpanti, che ti coinvolge e ti trascina in quella che, da adolescente, chiamavo il meraviglioso momento del "cazzeggio".
Mi mancava il sarcastico cinismo di Luciana, mi mancava chiacchierare con Alessia: non vuole essere un'offesa, ma con loro il livello della conversazione scende, e sale in superficie, e ogni tanto è una bella sensazione. Come quando mi fermavo a parlare con le colleghe d'università e un po' m'annoiavano, ma era come staccare la spina dalla vita. E ieri ero lì, con loro, e mi dicevo che devo riprendere la buona abitudine di andarle a trovare di tanto in tanto. Così, per gioco, per distrarmi dalla mia mente e dalla mia vita.




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23 febbraio 2013

Sogno lucido

Un sogno lucido è un'esperienza durante la quale si prende coscienza del fatto di stare sognando, e si può quindi esplorare e modificare a piacere il proprio sogno.
questo tipo di esperienza può essere d'aiuto negli ambiti più disparati, come il problem solving, lo sviluppo della creatività, il rafforzamento dell'autostima, o la capacità di affrontare paure e inibizioni.

Stanotte, di nuovo, ho fatto un sogno lucido, però per la prima volta sono riuscita a gestirlo: quando me ne sono resa conto, non mi sono fatta prendere dall'agitazione o dalla mia stupida paranoia di non riuscire a svegliarmi, ma ho iniziato ad agire nel sogno. A esplorarlo, a cercare di comprenderlo, esattamente come quando entro in meditazione: mi sono guardata allo specchio e non ero io... ero una bella ragazza, mora, coi capelli lunghi... poi sono uscita dalla mia persona e mi sono vista dall'esterno. Ero di nuovo io, col mio viso. L'altra me non mi vedeva, e io l'ho seguita per le stanze della casa. Ho capito allora che lo specchio e tutto il resto erano nella stanzetta, quella in cui oggi teniamo il pc, l'altare e i libri, e che un giorno sarà la camera dei bambini... ho seguito l'altra me stessa in corridoio, fino al salone, poi ho sentito l'impulso di possederla, di fare l'amore con lei.
A quel punto l'emozione forte che devo aver provato mi ha svegliata, quindi non ho potuto continuare l'esplorazione. Anche se, devo dire, ho molto su cui ragionare.
Mi sono sdoppiata in un'altra me, più bella, che ignorava del tutto la mia presenza, e questo è successo nella stanza dove tengo l'altare e dove un giorno vivranno i miei figli. Mi sono sdoppiata perchè non riuscivo, o non volevo, essere lei, ma nel momento dello sdoppiamento lei è divenuta più reale di me ed io mi sono ricongiunta all'altra me stessa nell'unico modo in quel momento possibile.
Mi viene in mente una mia paura di non esistere, di non essere, al di là di un'apparenza e di una facciata che non mi somigliano. Mi viene da pensare che non voglio starci, in quell'apparenza, ma che poi questo mio senso d'invisibilità mi costringe a cercarla, ad amarla perfino.
Annoto anche che la sessualità, in ambiente esoterico, è intesa come uno dei modi più potenti per sprigionare energia e per fondersi col Tutto. Il mio tentativo forse, allora, era più un'indicazione di percorso che un desiderio disperato: ricongiungere i due aspetti di me stessa attraverso il percorso esoterico, attraverso la magia... che sarebbe a dire recuperare l'equilibrio fra gli opposti, fra lo yin e lo yang di me stessa...




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21 febbraio 2013

E per la prima volta, voglia di rimanere...

Gianni mi ha chiesto di preparargli il curriculum... vuole mandarlo a qualche annuncio di lavoro, in tutta Italia.
Io non gli ho detto nulla... non voglio far la parte della guastafeste, della stronza, ma non ho nessuna intenzione di andarmene... in due anni che mi sono trasferita io, qui, ho trovato casa, quella casa che ho cercato per tutta la vita: amo il mio appartamento, porto sicuro della nostra famiglia... amo le mie montagne, che vedo ogni mattina dalla finestra e che saprei tratteggiare a memoria... amo camminare lungo il viale, quando esco per qualche commissione, e vedere giù la vallata... Amo le persone che ho conosciuto, le amicizie che sto costruendo e solidificando.
Dopo una vita di turbolenze il mio cuore si è rasserenato, sono quasi felice, e per nulla al mondo lascerei questo posto. Ma come faccio a dirglielo? Come faccio a dirgli che voglio che si tenga un lavoro che non gli piace, che rinunci al desiderio di migliorare la sua vita?




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18 febbraio 2013

Onore di strega

Spero che Fifì, e pure Tina, vengano anche alla prossima celebrazione... la mattina di Imbolc Fifì mi ha chiamata chiedendomi se potesse portare questa sua amica, che aveva dei grossi problemi personali.
E sono stata fiera di lei. Ha capito lo spirito giusto.
Spero che Tina abbia trovato giovamento, che venga ancora... che vengano tutte le persone che ne sentono il bisogno, e spero che a Gianni questo non dia fastidio.
Il fatto è che MAI, MAI accadrà che io neghi il mio aiuto a qualcuno: è una promessa che ho fatto a me stessa, agli Dei... io che sono stata così fortunata, che ho avuto così tanto da questo mio cammino. La magia è un dono, un dono meraviglioso, e come potrei meritarlo se lo tenessi stretto tutto per me? E' una consapevolezza che ho dentro da sempre e qualcuno, lo so, se n'è anche approfittato nel corso del tempo... ma questo non cambia le cose: io sento il dovere di condividere, di dare tutta me stessa per portare sollievo a chiunque me lo chieda.
Non voglio convincere nessuno, convertire nessuno, non voglio aver ragione... questo è tutto quello che posso e so dare, e non mi tirerò mai indietro dal farlo.
Una strega è questo, niente di più e niente di meno, e non credete a nessuno che vi racconti qualcosa di diverso. Perchè se nella tua vita c'è qualcosa di così grande, di così gratificante e buono, l'unico impulso che tu possa avere è di offrirne un po' al mondo, di metterti umilmente al servizio e come strumento di sollievo ovunque ce ne sia bisogno.




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15 febbraio 2013

Riflessione sul tempo che passa

 Ieri ho parlato a lungo con Lorella, come non facevamo da una vita: hanno fissato la data del matrimonio! E abbiamo parlato del vestito, del trucco... e mi ha fatto un effetto strano, come quando rivedi una persona dopo tantissimo tempo e ti accorgi, guardandola, di quanto tu stesso sia invecchiato.
E' una sensazione che non so bene da dove venga, perchè ormai io stessa sono sposata da quasi 2 anni e convivo da 3... però non posso fare a meno di rivedere noi due quando ci siamo conosciute, in quell'aula all'università. E tutte le notti passate a chiacchierare su msn e i discorsi di allora: gli amori che dilaniavano dentro, i genitori che "rompevano", le uscite con gli amici.
Mi ricordo di una volta che dovevo uscire col mio ragazzo, lui stava per arrivare ed io mi allacciavo le scarpe alla sedia della scrivania, continuando a chattare con lei.
E poi mi ricordo i nostri pranzi al caffè, vicino all'università, i pomeriggi a casa sua e tutte le volte che ho dormito da lei...
... Dei del cielo, quanto tempo è passato,quanta strada abbiamo fatto, quanto lontane sono da noi quelle ragazzine insicure e piene di cose da fare, da dire. Sarebbe bello tornare da loro, e raccontare quanta vita si realizzerà... oppure no: rovinerei l'incanto, la magia di quelle gioie e queli dolori che sembravano immense.
E adesso eccoci qua. Adesso siamo le due coppie che passano insieme una giornata di vacanza o una serata al ristorante (e che gioia, quando abbiamo scoperto che i nostri uomini andavano così daccordo!), siamo le due donne che parlano di matrimoni e di lavoro e che non hanno il tempo di sentirsi perchè c'è troppo da fare.
E fa un po' paura, allora, pensare a dove saremo fra due, cinque, dieci anni, a quante cose devono ancora succedere e a quanto noi stesse cambieremo...




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13 febbraio 2013

La sensazione del Sole

 Quando sono uscita sul balcone mi ha sorpresa l'aria tiepida, il sole luminoso sul verde acceso dei prati, ed è tornata quella sensazione dolciastra, quella voglia di andare fuori, di allegrezza. Quella stessa sensazione che, nella mia vita, ha avuto mille declinazioni.
Da bambina, era la maestra che non ci dava compiti per casa perchè uscissimo, era passeggiare con mamma per le vie del centro, era andare al parco con la bicicletta e già queso di per sè diventava un viaggio lunghissimo, un'avventura tutta da scoprire.
Durante l'adolescenza, la stessa sensazione era nelle lezioni di filosofia in giardino, nella scuola che iniziava a finire. Era la voglia di mettere la minigonna e andare a passeggio con le amiche, erano i lunghi pomeriggi a camminare sulla spiaggia.
Adesso... adesso è la voglia di ritagliarmi un momento per me. Di andare sulla collina e inoltrarmi come nel ventre della Madre. Di scendere giù fino alla piccola grotta che chiamano dell'apparizione, dove scende quella piccola cascata di acqua fresca. E seguirla, vederla farsi torrente e saltare sulle rocce creando forme e zampilli di sogno. E poi, passando sulle rocce, arrivare dall'altra parte e immergersi nella natura.
Adesso, è la voglia di restare lì seduta a osservare, attenta, ogni movimento e ogni fruscio, a scoprire la vita che pullula in ogni angolo. Adesso, è la voglia di leggere a voce alta un inno a Pan e poi rimanere lì, come in attesa, tornando alle origini... tornando ad essere parte della Natura e ad esserne grata.




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11 febbraio 2013

Mia madre

Nei miei gesti, rivedo mia madre.
Mi ricordo quand'ero ragazzina, e fino a pochissimi anni fa in verità, la guardavo e non riuscivo a capire come mai, la mattina, facesse sempre tutto di corsa. Io, coi miei ritmi lenti, non riuscivo a capire la ragione di tanto affanno.
E adesso,la rivedo nei miei gesti della domenica mattina, quando dopo la colazione scatta la corsa contro il tempo. E mi chiedevo come facesse, me lo chiedo ancora adesso che pure io in mezzora mi sono vestita, ho messo la lavastoviglie, rifatto il letto e magari fatto anche qualche altro servizio: è qualcosa che viene naturale, senza pensarci troppo, qualcosa che quando la fai non ti dà quella sensazione d'impossibile che avevi dall'esterno.
Però poi mi fermo un momento, apoggiando sul letto l'elefantino viola che Gianni mi ha regalato quando andammo in vacanza a Disneyland Paris, ne mi accorgo che adesso sono una donna. Che sono come la mia mamma, e sembrava impossibile...




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9 febbraio 2013

Noi due

Amo queste mattine di festa, amo i nostri piccoli rituali del risveglio: la radio che si accende, per me sempre troppo presto (ma dimmi tu se si può puntare la sveglia di sabato alle 7 e mezza di mattina!), io che abbraccio Gianni, di spalle... e rimaniamo così minuti interminabili, a giocare coi piedini, a stringerlo forte, e dentro di me la certezza che anche se non me lo ha mai detto questi attimi per lui sono preziosi. Come un porto sicuro, un momento di ristoro, lontano da quelle ombre che so che lui ha dentro anche se non le dà mai a vedere.
E mi rimprovero se a volte lo scordo, e mi arrabbio per delle sciocchezze. Se come gli altri a volte mi fermo alle apparenze. E, in queste mattine, mi prendo cura di lui.




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